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  • Nicola Mennichelli

L’azienda tra Design Sprint e tempo come fattore strategico



Velocità, flessibilità, efficacia, efficienza ricorrono come concetti che fanno oggi da preambolo nella vita delle aziende oltre che di quella, in un modo o nell’altro, strettamente quotidiana. Il nostro vivere la giornata, come è chiaro, è scandito ormai da tempi sempre più stretti.


Se è o è stato facile capire quanto il mondo, tra lavoro, processi e tecnologia, è cambiato e sta cambiando, è di certo meno facile capire come adottare o adattarsi spesso al cambiamento in modo pratico e redditizio da parte delle aziende. I motivi che rallentano o frenano e che sono alla base dell’adozione di processi di ’decision making’ in azienda, passano attraverso almeno tre dimensioni: tecnologica, comportamentale e culturale.

Diciamo che se ci trovassimo nella situazione di esprimere un desiderio dal profondo sarebbe uguale un po’ per tutte le categorie di persone, quello di avere un Mr. Wolf piantato ai nostri piedi e pronto a “risolvere problemi”. I nostri, si intende..


Il sistema aziendale


Un’organizzazione, un’azienda, è progettata come sistema di attività deliberatamente strutturata e coordinata che interagisce con l’ambiente, interno ed esterno per sopravvivere e svilupparsi, oltre che una risposta empirica e un mezzo di soddisfazione di un bisogno umano. Da sempre, all’interno di un’organizzazione, è più conveniente scomporre le attività in varie parti e attribuirle a persone diverse affinché ciascuna di esse poi specializzandosi diventi più abile ed efficiente, fornendo così dei chiari criteri di comportamento.


Spesso però, il “saper organizzare”, il metodo e l’individuare le modalità di coordinamento e controllo, restano il nodo da sciogliere in quasi la totalità dei casi. Identificare gli obiettivi, determinare le risorse necessarie, definire compiti e responsabilità seguono (o dovrebbero seguire) un processo e una strategia condivisa.

In questo senso, come sistema aperto, un’organizzazione deve saper rispondere ai cambiamenti ambientali ed interpretare le dinamiche ambientali, operando per reperire le risorse, collocare i propri prodotti e ricercare, se necessario, forme di collaborazione con altre organizzazioni.



Il Lighnting Decision Jam e il Diversity Management Google su tutti, ma non solo, oggi il LDJ offre una risposta concreta in termini di innovazione e metodologia progettuale in cui vengono coinvolte persone o gruppi di persone all’interno di un’organizzazione. Il workshop, della durata di un’ora, rappresenta un format vincente per raccogliere idee in modo verticale, eliminando il superfluo. Tutto ciò di cui si necessita sono post it, pennarelli, bollini adesivi e un moderatore. Che si tratti di una scrematura dei processi aziendali, problemi tecnici e di comunicazione, necessità di migliorare l’ambiente di lavoro e quella invece di migliorare i flussi di vendita e post vendita dei servizi offerti, l’obiettivo finale è sempre quello di trovare una o più azioni da compiere e testarle fisicamente in un arco di tempo di 7 o 15 giorni. Al termine della fase di test, si valuterà se proseguire con quanto fatto o adottare nuove soluzioni suggerite durante le attività di focus group. Il tempo speso è suddiviso in 8 step fondamentali, qui sotto sintetizzati. (L’invito è di approfondire ;)

  • Iniziare con quello che funziona bene (4min)

  • Evidenziare le problematiche (4min).

  • Dare priorità alle problematiche (3min)

  • Trasformare le problematiche in domande “how might we”

  • Ideare soluzioni senza discussioni (5min)

  • Dare priorità alle soluzioni (4min)

  • Scegliere quale soluzione eseguire

  • Trasformare le soluzioni in attività pratiche

Stabilire quale strada percorrere all’interno di un gruppo di persone e farlo con democrazia è sempre cosa estremamente difficile. E perché ci si scontra con schemi mentali e forma mentis diverse, e perché per definizione le piazze di pensiero così come i tavoli di discussione chiamano a una più ampia varietà di soluzioni. Le aziende dovrebbero sempre agevolare l’integrazione tra le diverse persone rispetto agli obiettivi dell’organizzazione, offrendo una risposta alle sfide in termini di diversità di idee e di crescente attenzione per l’etica e la responsabilità sociale (Diversity Management). Allo stesso modo, “ogni organizzazione ha bisogno di standard”. Seppur molti credono che standard chiari e metodi siano incompatibili con la flessibilità e la policy aziendale, è bene sottolineare e rivendicare il lavoro del gruppo come ‘forza lavoro’, che permette di ottenere ordine e responsabilità. C’è e ci sarà sempre una bella differenza tra l’essere rigidi e l’essere rigorosi e tra dati sporadici ed esempi reali.

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